Ma che paese è questo?

6 03 1992

La Sentinella del Braccagni“, Marzo 1992, n1
di Roberto Fidanzi
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Volete sapere da dove nasce questa domanda che ci ha spinto a farne il motivo dominante del primo numero di questo giornalino? Subito alcuni esempi semplici ma crediamo indicativi.
Questo era una paese dove fino a qualche anno fa avevamo una Sagra che per 16 anni ha costituito un appuntamento fisso con il quale gli abitanti di Braccagni avevano l’occasione di stare insieme passando ore di svago e di divertimento. Adesso tutto sembra essere caduto nell’oblio, per non parlare dell’altra festa che si teneva, quella dell’Unità.
Nel settore sportivo la locale squadra di calcio dopo aver subito la retrocessione, non si è riscritta al campionato e adesso sta faticosamente cercando di risalire la china. A parte l’U.S. Braccagni non ci risultano altri sodalizi sportivi particolarmente attivi e conosciuti nel nostro paese.
Per quanto riguarda la nostra Chiesa, fondamentale punto di coagulazione morale e spirituale, oltreché espressione di vita religiosa, dobbiamo purtroppo annotare come la maggior parte dei fedeli si ricordi della sua esistenza solo a Pasqua o a Natale. Anche la Corale “LIVALLIA”, fiore all’occhiello della nostra comunità ha conosciuto qualche momento di crisi dovuto alla mancanza di ricambi, così pure la locale Delegazione della C.R.I. ha dovuto lanciare un accorato appello per lo stesso motivo onde assicurarsi la sopravvivenza.
Questi sono solo alcuni esempi, ma l’elenco potrebbe continuare, che contribuiscono a disegnare un quadro preoccupante della situazione; sintomi di un malessere che con il tempo rischia sempre più di accentuarsi.
Negli ultimi anni siamo stati protagonisti e testimoni di uno sviluppo che ha portato Braccagni ad un notevole aumento demografico e urbanistico, ma a cui secondo noi non ha corrisposto un’adeguata crescita della struttura sociale. Siamo convinti che il problema della crescita di un paese non vada messo in relazione all’espansione fisica che ha raggiunto, ma anche e soprattutto al mutamento sociale che ha provocato e sul quale è doveroso porsi degli interrogativi.
Ci sono dei segnali di pericolo di disgregazione del tessuto sociale, c’è l’instabilità e l’incertezza di punti di aggregazione, la latitanza di punti di riferimento; il paese si presenta sguarnito di luoghi di identificazione e tutto questo alla vigilia di nuove radicali trasformazioni destinate a sconvolgere l’assetto del nostro territorio, a modificare il piano dei rapporti umani, a frantumare e ricomporre nuovi equilibri socio-culturali ed economici. Basta pensare ai progetti che vedono interessato Braccagni come il sorgere di una nuova area AGRO-INDUSTRIALE nella quale dovrebbe sorgere la famigerata fabbrica di “Compost” o il vasto programma di ristrutturazione della viabilità che prevede tra l’altro a Braccagni la realizzazione di un TERMINAL INTERMODALE e definizione della localizzazione di un’area di sosta lungo la direttrice tirrenica.
Con una realtà presente che ci lascia perplessi, di fronte ad un futuro pieno di insidie ed incognite, il nostro intento è quello di stimolare una profonda riflessione su chi siamo e dove stiamo andando, auspicando un’inversione di tendenza che porti il paese verso un periodo di ulteriore fermento, di rifiorire delle iniziative, ritrovando una salda unità ed una propria identità che al momento si presenta alquanto sbiadita.


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4 02 2008
Ma che paese è questo? 15 anni dopo « La Sentinella della Maremma

[...] Ma che paese è questo? 15 anni dopo 4 02 2008 Questo articolo riprende l’articolo di Roberto Fidanzi, pubblicato sul primo numero della Sentinella del Braccagni (Marzo 1992) “Ma che paese è questo?“ [...]

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