SPRAWL =
1 – Spreco di risorse pubbliche
2 – Aumento del disagio sociale
3 – Costo e allungamento del tempo dei trasporti
4 – Peggioramento della funzionalità delle reti e dei servizi
5 – Aumento dell’individualismo nel soddisfare esigenze di massa
6 – Squilibrio del rapporto uomo natura
7 - Indebolimento dei legami sociali
8 – Distruzione di testimonianze storiche e culturali
9 – Danno estetico dei paesaggi
10 – Consumo del suolo agricolo
11 – Perdita della qualità di vita
vedi un caso esemplare in Maremma

L’Italia estratta dalla carta che individua il rapporto tra crescita urbana e aumento della popolazione (Rapporto EEA 10/2006). La Maremma appare in fondo alla scala: a fronte di una decrescita demografica si evidenzia una forte antropizzazione.
Rapporto EEA 10/2006 (7.275 KB)
L’incessante e rapida sovraccrescita urbana rischia di compromettere l’equilibrio ambientale, sociale ed economico dell’Europa. È quanto afferma una nuova relazione resa nota oggi, a Copenaghen, dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).
La relazione, intitolata “Urban sprawl in Europe — the ignored challenge” (La sovraccrescita urbana in Europa — la sfida ignorata), mostra come molti dei problemi ambientali in Europa derivino dalla rapida espansione delle aree urbane. L’economia globale, le reti di trasporto transfrontaliero, le grandi trasformazioni sociali, economiche e demografiche nonché le difformità nelle legislazioni nazionali relative all’ordinamento del territorio sono soltanto alcuni dei principali fattori di cambiamento dell’ambiente urbano. La relazione sollecita pertanto lo sviluppo di una politica a livello comunitario finalizzata al coordinamento e al controllo delle attività di pianificazione del territorio.
La sovraccrescita urbana o espansione urbana incontrollata si verifica quando il tasso di trasformazione d’uso del suolo supera il quello di crescita della popolazione. Secondo la relazione, oltre un quarto del territorio dell’Unione europea è stato urbanizzato. Gli europei vivono più a lungo e sempre più spesso da soli, aumentando in tal modo la pressione in termini di spazio abitativo. Si viaggia di più e si consuma di più. Nel periodo compreso tra il 1990 e il 2000, oltre 800 000 ettari di territorio europeo sono stati edificati: un’estensione pari a tre volte la superficie del Lussemburgo. Se questa tendenza persisterà, le aree urbane raddoppieranno nell’arco di appena un secolo.
La continua espansione delle città comporta un aumento del fabbisogno energetico e di infrastrutture per i trasporti nonché l’occupazione di estensioni sempre più ampie di suolo. Tutto ciò danneggia l’ambiente naturale e provoca un aumento delle emissioni di gas ad effetto serra. Il cambiamento del clima e l’aggravarsi dell’inquinamento atmosferico e acustico sono fra le conseguenze. La sovraccrescita urbana incide pertanto direttamente sulla qualità della vita delle persone che vivono nelle città o nei loro dintorni.
“L’espansione urbana incontrollata rappresenta piuttosto una conseguenza dei cambiamenti degli stili di vita e dei modelli di consumo, che della crescita demografica. Il crescente fabbisogno di alloggi, cibo, trasporti e turismo comporta un analogo consumo di suoli. Le aree rurali che circondano le città presentano spesso un valore di mercato meno elevato e questo facilita l’espansione sotto la spinta delle esigenze citate” afferma la prof.ssa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA.
“I fondi strutturali e di coesione dell’UE, strumenti di cruciale importanza per la società in Europa, rientrano fra i principali responsabili della sovraccrescita urbana. Tale impatto acquista rilievo dal momento che l’UE e i suoi Stati membri stanno discutendo come allocare il prossimo bilancio dell’Unione europea. I nuovi Stati membri, in particolare, andranno incontro ad effetti drastici, e dovrebbero dotarsi di linee guida politiche, al fine di evitare i rischi ambientali derivanti da un afflusso di fondi improvviso”, ha affermato la prof.ssa McGlade.
La relazione contiene studi riguardanti sette città europee, che illustrano diversi approcci, condivisibili o meno, relativi alle attività di pianificazione ed applicati negli ultimi 50 anni. La relazione sottolinea, in particolare, che il fenomeno dell’espansione incontrollata, lungi dall’essere un fatto localizzato, colpisce quasi tutte le città europee e non manca di suggerire iniziative e politiche per il futuro, volte a fronteggiare con efficacia la continua tendenza alla sovraccrescita urbana.
di Patrick Marini



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