sintesi da un articolo della rivista Yes!
di Guy Dauncey, presidente della BCSEA (British Columbia Sustainable Energy Association) – www.bcsea.org – fonte: climateofourfuture.org
Anche se la Casa Bianca sostiene che non ci sia nulla di preoccupante, da vent’anni abbiamo individuato una grossa concentrazione di carbonio nell’atmosfera che, se non riusciremo metteremo sotto controllo la situazione, porterà a un grave surriscaldamento del pianeta.
La crisi da riscaldamento è piuttosto normale su pianeti con grossi depositi di energie fossili. L’unico modo per evitare la crisi è passare rapidamente a energie semplici a partire da sole, vento, terra, oceani. Non c’è molto d’aspettare! Dobbiamo tagliare l’80% delle emissioni di carbonio entro 25 anni al massimo.
Rischiamo perdite del 15% e il collasso della civiltà e del sistema ecologico. Ci vorranno dieci milioni di anni per un parziale recupero ecologico.
Il problema è non farsi prendere dal panico. Dobbiamo guardare avanti senza farci prendere dalla paura. Non basta ridurre gli errori ma dobbiamo essere tenaci e determinati.
Se collasseremo non ci sarà più modo di collaborare; ispirazione e intuizioni verranno meno, la gente comincerà ad accumulare cose e smetterà di credere nel futuro e, nel giro di un paio di secoli, tutto finirà.
Se vogliamo cambiare direzione dobbiamo trasformare questa crisi in un balzo evolutivo in avanti. Dobbiamo smettere di dar colpe. Dobbiamo incominciare ad utilizzare il capitale di conoscenze che ci è stato messo a disposizione dai combustibili fossili, che ci hanno consentito di sviluppare le energie solari e geotermiche. Dobbiamo smettere l’atteggiamento di paura e di difesa e collaborare per una transizione rapida. Dobbiamo riaccendere l’impulso creativo, solo così riusciremo a compiere più facilmente il passaggio a nuove tecnologie e stili di vita.
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