Popolazione e l’insostenibile logica del PIL
24 04 2008Si parla di sovrappopolazione se il consumo delle risorse è superiore a quelle disponibili e dipende quindi dai livelli di consumo assoluti e pro capite e dai metodi produttivi. Una popolazione che appaia insostenibile ad un certo livello di consumo pro capite potrebbe diventare sostenibile ad un livello inferiore: mangiando vegetali invece delle bistecche potremmo sostenere una popolazione perfino più ampia di quella attuale occupando l’impronta ecologica delle mucche!
Le risorse sono un dato storico non assoluto; una cosa che non rappresenta una risorsa per una certa popolazione, lo diventa per un’altra; Così come oggi l’olio di balena non rappresenta più una risorsa fondamentale, fino al 1800 non lo era il petrolio che poteva scomparire senza arrecare danni.
Il meccanismo mercantile capitalistico che segue la logica del PIL e che spinge a produrre e consumare sempre più è invece intrinsecamente insostenibile qualunque sia il livello della popolazione perché un consumo pro capite elevato porta comunque al limite;
“Risorse disponibili” non significa risorse disponibili una sola volta ma risorse che l’ecosistema, di cui noi facciamo parte, riproduce costantemente;
Probabilmente siamo troppi ma quello che è certo è che consumiamo troppo in quanto succubi del mercato autocataliticamente crescente del capitalismo; il problema è politico prima che tecnico o di popolazione;
A questo punto il dilemma è la scelta tra la riduzione brutale della popolazione lasciando intatto il meccanismo mercantile o l’eliminazione brutale del meccanismo mercantile riducendo al minimo la popolazione.

