Urban mining
4 05 2008di Miho Yoshikawa – fonte: Reuters
Honjo, Giappone: prima di gettare il proprio cellulare si potrebbe estrarre oro, argento, rame e una serie di metalli di cui molti stanno raggiungendo prezzi record.
Si chiama “urban mining”, l’estrazione di metalli da vecchi apparati elettronici come l’iridio e l’oro. E’ un’industria che cresce in “tutto” (virgolette mie) il mondo con il crescere esorbitante dei prezzi dei metalli.
I materiali recuperati sono riutilizzati in nuovi apparati elettronici e l’oro e altri preziosi metalli sono fusi e trasformati in lingotti che vengono venduti a gioiellieri, a chi vuole investire o rivenduti all’industrie che utilizzano oro nei circuiti stampati dei cellulari perché conduttore persino migliore del rame.
Secondo una ricerca di Tadahiko Sekigawa da una tonnellata di scavo di miniera si ricavano una media di 5 grammi di oro, mentre da una tonnellata di cellulari scartati se ne ricavano 150 grammi o più. La stessa quantità di cellulari scartati contiene, oltre ad altri metalli, circa 100 kg di rame e 3 kg di argento.
Il riciclo ha senso per il Giappone viste le scarse risorse di materie prime di cui dispone e dove vengono scartati decine di milioni di vecchi cellulari e di altri obsoleti componenti elettronici.
“Per alcuni è soltanto un mucchio di spazzatura, per altri una miniera d’oro” dice Nozomu Yamanaka, manager dell’impianto di riciclaggio Eco-System
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