Initially it will be denied. There will be much lying and obfuscation. Then prices will rise and demand will fall. The rich will outbid the poor for available supplies. The system will initially appear to rebalance. The dash for gas will become more frenzied. People will realize nuclear power stations take up to ten years to build. People will also realize wind, waves, solar and other renewables are all pretty marginal and take a lot of energy to construct. There will be a dash for more fuel-efficient vehicles and equipment. The poor will not be able to afford the investment or the fuel. Exploration and exploitation of oil and gas will become completely frenzied. More and more countries will decide to reserve oil and later gas supplies for their own people. Air quality will be ignored as coal production and consumption expand once more. Once the decline really gets under way, liquids production will fall relentlessly by five percent per year. Energy prices will rise remorselessly. Inflation will become endemic. Resource conflicts will break out. (Colin Campbell, Marzo 2002)
di Albert K. Bates: uno dei co-fondatori dell’Ecovillage Network of the Americas e del Global Ecovillage Network. Come avvocato ha discusso casi legati all’ambiente e i suoi libri hanno anticipato i pericoli più grandi che oggi il mondo si trova ad affrontare. E’ direttore del Global Village Institute for Appropriate Technology dal 1984 e dell’Ecovillage Training Center della comunità The Farm nel Tennessee, dal 1994, dove vive tutt’oggi.
216 pagine, Editrice Aam Terra Nuova, 2008
Le multinazionali vogliono farci credere che il petrolio è una risorsa infinita …
Tangenziali, viali, e autostrade intorno alle grandi città sono perennemente congestionati, e se domandassimo ai guidatori perché sono lì, risponderebbero stupiti che stanno andando al lavoro. Per guadagnarsi da vivere. Senza sapere esattamente quanto del loro stipendio se ne va in benzina, gasolio, assicurazione, revisione e manutenzione dell’auto in cui se ne stanno bloccati.
Ebbene, secondo alcuni studi pare che siano ben cinque mensilità ad andare in fumo. Secondo l’Istat, studio pubblicato nel marzo scorso, i pendolari in Italia passano un mese e mezzo l’anno in auto. Per non parlare degli studi legati alle emissioni di anidride carbonica con conseguente innalzamento della temperatura di oltre quattro gradi entro la fine sel secolo.
Nella prefazione, Maurizio Pallante scrive: «La fine del petrolio non tarderà. Sarà preceduta da un costante aumento dei prezzi e da un aggravamento costante dei cambiamenti climatici». Non possiamo più far finta che la crescita produttiva possa proseguire all’infinito con la progressiva estensione del modello di vita occidentale ai paesi in via di sviluppo.
Dobbiamo disintossicarci dal petrolio: meno carne (per un chilo ci vogliono sedici litri di benzina), cibi freschi coltivati in casa, e altri accorgimenti …
Siamo drogati di petrolio: sappiamo che è dannoso ma continuiamo ad usarne sempre di più. Quando il petrolio incomincerà ad essere inaccessibile, gli effetti psicologici saranno devastanti: stress, panico, comportamento caotico della massa, paura, negazione. Ma ci sono alcuni modi per arginare questo evento: prepararsi. Sarà meno doloroso cambiare abitudini:
Economia basata sullo scambio equo di valore per valore. Il sistema di scambio locale creato da Michael Linton nel 1983 in America ha già contaminato Australia, Nuova Zelanda, Germania, Inghilterra.
Coltivarsi il cibo che mangiamo (agricoltura urbana) Funziona non solo al Cairo o a Dar es Salaam, in Russia o in Cina, ma anche in California, Canada, Danimarca, Inghilterra e Germania. Nelle città russe, quando l’economia è cambiata improvvisamente, la gente ha avviato cooperative agricole nei condomini, coltivando gli attici con terriccio. Bates spiega come fare il terriccio e persino come costruire piccole serre fatte con le balle di paglia. E, naturalmente, come conservare il cibo in modo naturale.
L’emergenza acqua. Il problema principale è la privatizzazione, che ha aggiunto sprechi a sprechi e lievitato i costi mentre la rete idrica è ancora un colabrodo. Complicato ma non impossibile procurarsi fonti d’acqua alternativa: Bates spiega come fare, in caso d emergenza, a disinfettare l’acqua di stagni e laghi, a raccogliere l’acqua piovana in bidoni e cisterne.
Gestione dei rifiuti.
Risparmio energetico: per evitare black out come quelli di cui continuano a soffrire canadesi e americani, dovremo affidarci all’energia solare ed eolica ma altri consigli: ad esempio, per il risparmio energetico è meglio la stufa a kerosene e a legna rispetto al caminetto. E per scaldare l’acqua lo scaldabagno solare. www.thegreatchange.com




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