Il Poeta Fabrizio de André: Terra, Paesaggio, Autenticità e Tradizione

26 01 2009

di Ermanno Olmi – Fonte: RAI 3, Che Tempo Che Fa, 15/1/09

Fabrizio De Andrè - fonte: Wikipedia

«La Terra è la nostra casa, il luogo in cui troviamo tutte le relazioni, da quelle umane a quelle del paesaggio e quindi vivere in contatto con la terra vuol dire vivere. Noi in fondo viviamo una vita abbastanza artificiale è tutto un tantinello mistificato ed è un po’ come per Fabrizio De André che conosceva bene il mondo borghese, il mondo delle persone che in qualche modo si sono create un’alternativa al mondo naturale. Noi non siamo più legati al mondo naturale, ma Fabrizio De André si riconosceva in quel mondo. E quindi la risposta qual’è: è che chi ama quel mondo è un poeta, magari un poeta che non sa esprimersi. Fabrizio De André è un poeta che sa esprimersi in modo sublime attraverso la sublime arte della poesia, quindi il discorso è molto chiaro….
Cosa c’è di più vero della Terra io non so, cosa possa esserci come riferimento di verità; la Terra quale riferimento di autenticità c’è negli esclusi, negli ultimi, in coloro che non hanno niente da perdere. La verità passa, guarda caso, attraverso la povertà. Soprattutto i poveri sono autentici, noi siamo tutti, scusatemi, un po’ fasulli. Tutta la borghesia, tutta la società con la quale condividiamo la nostra vita è una società ambigua. Incontrate un povero e lo troverete autentico. Gli ultimi sono sempre riscattati dai poeti perché i poeti cercano l’autenticità. C’è una dimensione che va oltre alla lettura che noi abitualmente facciamo della poesia, perché andiamo a cercare i significati, andiamo ad indagare. Non c’è niente da indagare. Borges diceva: La poesia è misteriosa e nemmeno il poeta sa quanto lui interamente è riuscito ad esprimersi. Chi riesce a riconoscere questo sono soprattutto i semplici, i poveri di spirito. Mi sembra che questo sia un riferimento già noto.
Se io fossi il Padre Eterno la mia soddisfazione non sarebbe quella di parlare con quelli che hanno fede, che alla fine come dice la Litizzetto nei suoi [discorsi], l’ateo è un interlocutore più interessante per Dio, se no di che cosa discutono? Un uomo di fede è un uomo di fede e i discorsi sono finiti.»
Dori Ghezzi: «Fabrizio è stato molto influenzato dai suoi film, soprattutto dall’”Albero degli zoccoli”, che l’ha forse portato a cercare di ufficializzare questo desiderio di recuperare e divulgare di nuovo gli idiomi locali, le tradizioni locali, conservare il patrimonio [cultura]….»
Olmi: «Si… che non va confuso con il recupero di un passato, in un clima un tantinello nostalgico. Quello che si cerca è l’autenticità.»


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