
L’antica favola di Esopo insegna che non bisogna trascurare certe cose per non dolersene poi. Ma in Itlaia la “formica” è considerata il “popolo del NO” e si continua a cantare e a ballare e la cicala è di gran lunga l’esca migliore!

“Polo agroalimentare ai confini di Grosseto, già venduti diversi lotti, le prime cinque ditte aprono i cantieri nei prossimi giorni” (Il Tirreno, 2 Aprile 2009)
Oltre al Consorzio Agrario Provinciale ecco l’elenco delle alte aziende che hanno acquistato i lotti:
Formazione addetti allo spettacolo (Full Time di Berti & C snc)
Vendita auto (Autostima srl)
Stoccaggio e lavorazione inerti (Massai srl)
Stoccaggio e lavorazione inerti (Col.Mar. srl)
Materiali in pvc e vetroresina (Tecnobath srl)
Trasporti e scavi (Pepi srl)
Vendita autocarri (Toscana Autocarri spa)
Queste imprese possono dirsi parte di un sistema agroalimentare o agroindustriale se si definisce come tale un sistema che integra strettamente agricoltura e industria alimentare?
Come si conciliano questi 42 ettari di urbanizzazione con
«Ambiente e paesaggio sono la nostra ricchezza, tuteliamoli La Maremma è il suo ambiente, i suoi paesaggi. C’è un legame inscindibile tra questi elementi e l’identità del territorio. Tutelarli significa dare prospettive di sviluppo a turismo e agricoltura» leonardomarras.it
“Dei 25 lotti realizzati, ad oggi ne sono stati venduti sette.” ad oggi dal 2001 … non si può dire che le aziende facciano a pugni per investire qui, né che sia colpa della crisi.
dal Blog di Beppe Grillo
C’era una volta il Bel Paese. Era bello, bello davvero. Ho avuto la fortuna di vederlo quando avevo qualche anno di meno. Ora rimangono i monumenti, i musei, qualche castello, qualche centro storico. Ma il Bel Paese non c’è più. E’ stato ricoperto da una colata di cemento.
Il turista che arriva in Italia dal Monte Bianco trova un’unica città che si estende da Courmayeur ad Aosta e oltre. Passa da una Francia ancora intatta direttamente alla periferia di Torino.
I capannoni industriali vuoti, sempre vuoti, sempre in affitto o in vendita, sono ovunque. Ci scortano come fantasmi dalle Alpi alla Sicilia. Ma che c…o li costruiscono a fare per tenerli vuoti. Dove prendono i soldi? Dalla Comunità Europea? Dal Governo? Gratis non li costruiscono di sicuro. E la pubblicità che copre ogni spazio, ogni viale, ogni giardino? Chi ha autorizzato i nostri dipendenti a sporcare le città?
I ministeri dell’Ambiente e della Cultura contano come il due di picche. Ma sono gli unici hanno un senso economico per l’Italia.
I fiumi sono delle fogne e nessuno fa nulla. I comuni non hanno ancora i depuratori e discutono di inceneritori. Forse vogliono incenerire la m..da. Qualche area intatta c’è ancora. Dei piccoli miracoli. Una di queste è l’anfiteatro morenico del Canavese. Una conca che si è formata con il ritiro dei ghiacciai e che contiene paesi, boschi e castelli. Un parco naturale. Ma l’Italia degli inceneritori e dei supermercati vuoti non dorme mai. La tengono sveglia i finanziamenti pubblici.
Insieme a Pallante, consigliere del ministero dell’Ambiente, sono stato invitato da Lega Ambiente, dal Fai e da altre associazioni locali a Ivrea. Abbiamo cercato di fare il nostro dovere: informare i cittadini sulla ricchezza che hanno ancora e che gli amministratori diessini diossini gli vogliono portare via per un pugno di lenticchie. E trasformare il territorio in una fabbrica di morte con un inceneritore e in cemento con un supermercatoparcodeidivertimenti chiamato Mediapolis.
- Vedi altre notizie nella sezione “Casi Aperti”
– Vedi articoli correlati in questa sezione “La Sentinella della Maremma”
Documenti:
– Relazione di rischio idrogeologico .pdf (297 KB)
– Presentazione Power Point .pps (5.928 KB)
– “Il Tirreno” tutta la rassegna stampa.rtf (143 KB)
24/4/2001 – II polo del Madonnino è pronto al decollo
2/1/2001 – In Comune: Rivoluzione all’ufficio tecnico
18/4/2001 – Polo industriale al bando di partenza
16/3/2003 – «Siamo in attesa del colpo d’ala» Lo sviluppo punta sugli insediamenti agro alimentari
- II Polo fieristico
16/3/2003 – Protocollo d’intesa per lo sviluppo tra il Comune di Roccastrada e la Provincia di Grosseto
21/6/2006 – Aziende storiche costrette a fare i bagagli
28/7/2006 – Roccastrada regina dell’urbanistica
13/9/2006 – Fuga degli artigiani: mancano spazi in città
- A Castiglione porte aperte a chi arriva
- Duecento Tir in cerca di un’area di sosta
17/9/2006 – Non ci sono terreni per ospitare 60 aziende
- Vanno rivisti i regolamenti Pip per evitare la speculazione
- Mai un consenso così alto sul Corridoio tirrenico
21/9/2006 – II Centro Fiere è pronto, ma mancano le strade
22/9/2006 – Centro Fiere, il fiore all’occhiello di Fimar
22/9/2006 – II nubifragio crea disagi nell’area del Madonnino
22/10/2006 – Idrovore al Madonnino
5/1/2007 – Nuove industrie al Madonnino
13/01/2007 - La camera di commercio mette sotto accusa il Ptc: «Rallenta lo sviluppo»
25/3/2007 – Tutto esaurito alla Fiera
12/4/2007 - Agroalimentare: al Madonnino 100 imprese
11/6/2007 – Il Madonnino? Addio bellezza Qui trionfa l’omologazione
- SOS Paesaggio – Un guru del meteo apre la polemica
- COS’E’ IL GRANDE POLO
2/4/2009 – Arrivano le aziende e offrono lavoro. Partono gli insediamenti: subito garantiti dalle ditte 80 nuovi posti di lavoro
fonte: Il Tirreno, 24/4/2009
Baccetti contro Marras
… «Anche il polo industriale del Madonnino, che a tutt’oggi non decolla – continua Simonetta Baccetti – è il più grosso fallimento della giunta Marras; è stato localizzato in una zona decentrata e lontana da quella che è la realtà territoriale dell’intero comprensorio roccastradino, inutile per praticità alle frazioni». «Non solo – dice ancora Simonetta Baccetti -; ai cittadini di Ribolla sono state promesse grandi cose: marciapiedi, cavalcavia, rotatorie, ma i residenti attendono da molti anni anche altre promesse fatte dalla giunta Marras e, visti i tempi di attivazione, già sanno che dovranno aspettare altri dieci anni per vederne realizzate solo un quarto» «A Roccastrada – conclude – siamo ormai abituati ai grandi impegni presi dal sindaco Leonardo Marras, ma la realtà è che l’unico riscontro tangibile che ha portato la politica del centrosinistra è niente sviluppo, niente occupazione, niente raccolta differenziata, niente ripristino cave». e
fonte: Il Tirreno, 4/4/09
Posti di lavoro a Roccastrada? “Imbroglio”
…per I Comunisti italiani questo annuncio è solo un maldestro tentativo del sindaco Leonardo Marras, in pista per la poltrona di presidente della Provincia, di farsi propaganda elettorale.
«Marras — scrive Mauro Bianchi, segretario del Pdci di Roccastrada — forse in preda alla disperazione per una probabile sconfitta elettorale continua a farsi male da solo. In merito all’annuncio ancora una volta “spettacolo” del sindaco Marras su nuovi posti di lavoro al Madonnino, non possiamo altro che esprimere la nostra felicità: ma ci permettiamo di ricordare a Marras che sono già passati 5 anni da quando, allo stesso modo, e per gli stessi scopi (propaganda elettorale) lo annunciò per la sua rielezione a sindaco di Roccastrada.
Quindi vorremmo capire se i posti annunciati sono gli stessi di 5 anni fa o se sono nuovi posti di lavoro. Sarebbe davvero interessante per i tanti disoccupati in cerca di lavoro, ma diciamo al sindaco Marras — conclude il segretario del Pdci — di non speculare sui bisogni e le aspettative vere dei giovani e dei disoccupati che in questo momento particolare sarebbero disposti a tutto pur di avere un posto di lavoro».
http://www.pdcigrosseto.it
fonte: maremmanews, 2/4/09
Simonetta Baccetti (AN) all’attacco
«Anche questo bilancio è l’ennesimo libro dei sogni da presentare in campagna elettorale».
Lo dichiara la consigliera comunale del Popolo della Libertà, Simonetta Baccetti, intervenendo in consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione. «Come sempre – ha aggiunto – tante cose promesse e poche mantenute. La nuova caserma dei carabinieri non è stata ancora ultimata, mentre la giunta Marras ha provveduto ad aumentare la Tarsu e perfino i loculi dei cimiteri. Nel frattempo si continua a spendere per il più grosso flop dell’amminstrazione Marras, ossia il Madonnino.
Evidenziamo – dice ancora Simonetta Baccetti – un eccesso di risorse e di spazio dedicati a quest’area (che nonostante le risorse destinate non vediamo tutt’ora decollare). Pur importante che sia questo progetto, non è più accettabile che dopo anni si guardi a quest’area come all’unica risorsa economica. Significa semplicemente rimandare il problema: il nostro comune è composto di molte frazioni che necessitano ciascuna di risposte decentrate. Le zone produttive dei vari centri abitati, quando esistono, non sono utilizzate al meglio, hanno ancora impostazioni vecchie di 20-30 anni, con molti vincoli e poca possibilità di espansione e adeguamento alle mutate caratteristiche di mercato.
Sono inoltre mal conservate e poco funzionali per i collegamenti e servizi vari. Rivedere tutto ciò non potrà che dare impulso alla nostra economia stagnante».
Simonetta Baccetti evidenzia che anche la situazione mutui del Comune non è delle più rosee, «tanto da far rientrare Roccastrada fra gli enti più indebitati», ricordando infine di aver richiesto, più volte, al sindaco Leonardo Marras la convocazione di consigli comunali aperti su caolino, Madonnino e sociale, inutilmente.
fonte: maremmanews, 6/4/2009
di Moreno Bellettini, Simonetta Baccetti
Al Madonnino niente lavoro, solo erbacce
La campagna elettorale induce i venditori di fumo, come Leonardo Marras, ad esagerare. Così veniamo a sapere che il polo agro-alimentare del Madonnino assomiglia (o starebbe per assomigliare) ad un positivo “formicaio” di aziende, pronte addirittura a dare lavoro, a breve, a 80 persone. Verrebbe da dire: che bella notizia!
Le cose, però, stanno un po’ diversamente. A distanza di oltre dieci anni dalla progettazione dell’intera lottizzazione, con un investimento di denaro pubblico superiore ai 7 milioni, ci vengono consegnati solo 25 lotti rispetto alle previsioni iniziali. Di questi, soltanto sette sono stati assegnati e sarebbero pronti ad assumere ben 80 lavoratori! I cittadini di Roccastrada sanno, però, che nell’area del Madonnino ci sono solo piazzali e lampioni sempre accessi per illuminare le erbacce che ricoprono la zona.
Praticamente non c’è neppure l’insegna di un solo posto di lavoro, così come non è stato risolto in via definitiva il gravissimo e annoso problema del rischio idraulico che affligge l’intera zona, per cui serviranno altri milioni di euro dei contribuenti per completare la lottizzazione e mettere l’area in sicurezza.
Per quanto riguarda gli 80 posti di lavoro previsti, ci auguriamo che gli insediamenti delle aziende non siano semplici delocalizzazioni di impianti. Comunque staremo a vedere. Intanto ci permettiamo di fornire quattro consigli al futuro sindaco di Roccastrada.
Il primo: rivedere il progetto mangia-soldi pubblici.
Il secondo: aspettare a completare l’area industriale sino alla vendita di tutti gli attuali 25 lotti consegnati.
Il terzo: inserire nell’area il vincolo di autonomia energetica da fonti rinnovabili, facendo sì che tutti gli opifici siano dotati di pannelli ad energia solare o fotovoltaica e, se necessario, utilizzare anche lotti ancora da ultimare per dotare l’insediamento di impianti tali da garantire la sufficiente e necessaria autonomia energetica.
Il quarto: rivedere, ampliare e svincolare da norme obsolete le aree adibite ad insediamenti produttivi nei pressi di Roccastrada e delle sue frazioni, per assicurare ricadute di sviluppo ed occupazionale al territorio comunale, partendo anche dall’elementare presupposto che se il lavoro è vicino al territorio di Roccastrada, gli occupati avranno più propensione ad abitare nel nostro comune, altrimenti, semmai il polo agro-alimentare dovesse davvero decollare, ai lavoratori resterebbe più comodo risiedere a Grosseto.
Visto, infine, che siamo in campagna elettorale, sia consentito anche a noi fare un po’ di “propaganda”. Ebbene, ci auguriamo e lavoreremo perché non sia lui il prossimo presidente della Provincia, altrimenti — vista la politica degli annunci che lo ha caratterizzato da sindaco e vista la scarsa attenzione con cui ha seguito lo sviluppo del Madonnino — temiamo di vedere realizzare investimenti al confine con Civitavecchia…




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