E’ stato presentato l’annuario di Legambiente (‘Istituto di Ricerche Ambiente Italia) a cura di Duccio Bianchi e Edoardo Zanchini, ed Edizioni Ambiente ”Ambiente Italia 2011, il consumo di suolo in Italia“
39 ettari di Polo industriale di Roccastrada (il comune è a 20 km)
Un’area urbanizzata come quella di Milano ogni quattro mesi ma molte persone non possono permettersi una casa.
Superfici urbanizzate pari Puglia e Molise messe insieme (2.350.000 ettari – 7,6% del territorio nazionale) 415 mq/abitante.
Lombardia è in testa (14% di superfici artificiali sul totale), Veneto (11%), Campania, (10,7%), Lazio ed Emilia Romagna (9%).
In Molise, Puglia e Basilicata (regioni a forte carattere rurale) le superfici urbanizzate stanno aumentando velocemente a scapito dei suoli agricoli (più comodi perché pianeggianti).
Intanto molti paesi europei stanno frenando l’urbanizzazione selvaggia ma l’ultimo decreto Milleproroghe fa esattamente il contrario: i Comuni, per i prossimi due anni, potranno utilizzare il 75% degli oneri di urbanizzazione per spese correnti inducendo al rilasciare di nuovi permessi a edificare, anche dove non sarebbero necessarie nuove costruzioni, per pagare le spese correnti.
A Napoli e a Milano, nel 2007, le superfici impermeabili coprivano il 62% del suolo. Nelle stesse città in cui l’emergenza sfratti è più pesante, quasi un milione di case risultano vuote perché economicamente irraggiungibili. Non si punta sul recupero dell’esistente ma sulla trasformazione di nuove aree in cui non si costruisce per dare abitazioni a chi ne ha bisogno ma per soddisfare la speculazione immobiliare e finanziaria.
Il consumo di suolo in Italia è nella media dei principali paesi UE ma le periferie delle nostre città si espandono senza alcun progetto soprattutto nelle aree di maggior pregio compreso le zone a rischio idrogeologico.
Il consumo di suolo è l’indicatore dei problemi del Paese. La crescita scriteriata è la ragione di dissesti idrogeologici, di congestione e inquinamento urbano, dell’aumento di CO2, dello scempio di tanti paesaggi nonché di dispersione e disgregazione sociale.



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