La logica dell’orticello

23 07 2008


Braccagni

In uno scambio di commenti sul blog della Sentinella del Braccagni in cui si discute sulle brutture che si vanno realizzando a Braccagni e che rendono il paese sempre più amorfo e impersonale si cita:
«Al largo in una nave ci sono di marinai che vedono una falla e sta entrando acqua. Uno dei due va a riferirlo al capitano; torna e dice all’altro: “Il capitano ha detto che fra un quarto d’ora rischiamo di naufragare” L’altro: “E chi se ne frega, tanto non è mica mia la nave!”.»
Già, la nave sta affondando tra l’indifferenza generale! Ma non solo… la gente vede questi interventi sbandierati come eco-sostenibili, sviluppo, progresso posti di lavoro, fiore all’occhiello, eccellenza, polo di qui e polo di la…. come opportunità per cogliere qualche briciola che cade dalla torta e portarsela a casa, nel proprio giardinetto, piscinetta o orticello…. Leggi il seguito di questo post »





Impianti fotovoltaici a terra: eccellenza o pirateria?

16 07 2008

Di seguito alcune considerazioni di Luca Mercalli a proposito dell’artificializzazione del territorio da parte di pirati senza scrupoli.

Sticciano, Cicalino-1: Una fase dei lavori di preparazione dei 137 plinti di calcestruzzo armato da m 3,5 x 3,5 per l’istallazione dei supporti dei pannelli Fotovoltaici

1) quando vengono costruiti dei plinti in calcestruzzo, viene asportato lo strato utile del suolo, in genere formatosi con processi pedoclimatici millenari e irreversibili. Quindi anche ammesso di poterli un giorno rimuovere, resterà un buco, ma non il suolo agrario.
2) anche con plinti appoggiati, il suolo coperto e privato delle precipitazioni tende a inaridirsi e a cambiare i suoi processi evolutivi, perdendo sostanza organica e non risultando più atto all’agricoltura.
3) un blocco in calcestruzzo da 12 m3 [come quelli usati per Cicalino-1]pesa 28 tonnellate. Viene costruito nell’era del petrolio, dovrà, un giorno, essere forse smantellato nell’era delle basse energie. Chi lo farà? Non ci sarà l’autogrù a gasolio per spostarlo, nè il maglio Caterpillar per frantumarlo. Resterà semplicemente lì, con o senza pannelli FV.
5) Come al solito, si tratta di non avere visioni assolute, ma essere elastici ovvero:

a) prima di usare prezioso suolo agrario, si usino tutte le superfici edificate e industriali, compresi i parcheggi. La superficie edificata italiana è dell’ordine del 10% del territorio nazionale, circa 30.000 km2. Considerane solo 1/4 (quella esposta a Sud), e fa circa 7500 km2, poco meno della superficie dell’Umbria! Dimezziamo ancora per via di vari problemi accessori, ombreggiature reciproche, e quant’altro e otterremo circa 3500 km2, come una Valle d’Aosta. Considerando che 1kWp occupa  meno di 10m2, circa, otteniamo una potenza installabile di 350 GW… non male!  Se poi vogliamo essere ultraconservativi, dimezziamo ancora e resta  un ordine di grandezza di oltre 100 GW… Fatto quello, passeremo al suolo!

b) benissimo comunque fin d’ora usare suoli compromessi o da bonificare come vecchie cave dismesse, discariche, siti contaminati.

c) senz’altro possibile pensare di utilizzare suoli marginali in zone aride e in classe di produttività >=III, suoli molto acclivi, suoli pietrosi. Ma per favore, risparmiatemi almeno i suoli in classe I e II: sono sempre di meno e sono quelli che ci devono dare da mangiare…purtroppo sono anche i più comodi, e la storia insegna che i pirati, appena annusano l’affare, non si pongono certo questi scrupoli. O si fanno norme precise o ci troveremo con un ennesimo problema di artificializzazione del territorio.

Luca Mercalli





C’è una casa per tutti, ma non si vede

10 07 2008

“Mio nonno fava i matòni
Mio babbo fava i matòni
Faso i matòni anca me
Ma la casa mia, ndov’è?”

(F.Fellini, Amarcord)

Mentre migliaia di appartamenti nuovi, con prezzi assurdi, restano invenduti e palazzinari senza scrupoli continuano la loro opera inesorabile di devastazione del territorio, quante volte abbiamo sentito i nostri amministratori, illustrando i nuovi piani di espansione, annunciare: “mancano case popolari”?
In Olanda una Legge impedisce sul nascere questa pratica (tenere le case sfitte per farne aumentare il valore) rendendo legale l’occupazione di immobili se sono vuoti da almeno 12 mesi.

L’espansione di Grosseto Ovest (Villa Pizzetti). La gru come elemento preponderante anche del paesaggio maremmano. Leggi il seguito di questo post »





Berlinguer e il “Picco di Hubbert”

5 07 2008


Parole profetiche, quelle pronunciate dal lungimirante Enrico Berlinguer sull’Austerità a Roma nel 1977 e a Milano nel 1979 (vedi estratto del discorso), nate in un contesto culturale e scientifico influenzato dalla crisi petrolifera degli anni ’70 e dalla pubblicazione di “The Limits to Growth”, di Donella e Dennis Meadows e Jorgen Randers. L’analisi, basata sulla “Dinamica dei sistemi”, concludeva che se non fossero state intraprese azioni adeguate da parte dell’umanità per modificare il modello di sviluppo, sarebbero stati superati nei primi decenni dell’attuale secolo i limiti fisici del pianeta, determinando la crisi e il collasso del sistema. Essi avevano individuato tre azioni imprescindibili per invertire la tendenza al superamento e al collasso: Leggi il seguito di questo post »





Gli “ordigni” dell’uomo “occhialuto”

1 07 2008

Riporto le righe conclusive de “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo perché sono quantomai profetiche, specie se si pensa che il libro è del 1923; nel leggerle va ricordato che “la malattia” è uno dei temi centrali del romanzo:

La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati. La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza… nel numero degli uomini.
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Roccastrada fa “greenwashing”?

13 06 2008

Greenwashing è un neologismo indicante l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni, finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi.

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Strategies for a sustainable planet

9 06 2008

100° anniversario nascita Aurelio Peccei e 40° aniversario Club di Roma
16-17 Giugno 2008 - Auditorium di ROMA, Sala Petrassi

La popolazione umana ha ormai sorpassato i 6.6 miliardi. All’inizio del 1900 eravamo 1.6 miliardi ed abbiamo concluso il secolo scorso con oltre 6 miliardi. Le previsioni delle Nazioni Unite ci dicono che raggiungeremo entro il 2050, 9.1 miliardi. Il numero di persone sul pianeta che sta raggiungendo livelli di consumo di risorse e di produzione di rifiuti simili a quelli avuti sinora nei paesi industrializzati è cresciuto notevolmente, sorpassando, in pochi decenni, il miliardo. Globalmente vi sono oltre 2 miliardi di persone che presentano livelli di utilizzo di energia e di risorse con stili di vita consumistici. I sistemi naturali presentano evidenti segnali di profonda sofferenza di questo impatto e l’impronta ecologica dell’umanità sta ogni anno sorpassando la biocapacità produttiva della natura. La nostra specie ha fisicamente trasformato gli ecosistemi delle terre emerse per l’80% della loro superficie. L’impatto umano sui mari e gli oceani del pianeta è ritenuto molto alto per oltre il 40% degli stessi. Abbiamo modificato i grandi cicli biogeochimici, come quello del carbonio, con gravi ripercussioni sull’intero sistema climatico e quello dell’azoto. Stiamo distruggendo la ricchezza della vita sulla Terra, la biodiversità, a livelli mai raggiunti nella nostra storia tanto da far ritenere agli scienziati che siamo protagonisti di una vera e propria estinzione di massa. Il prodotto globale lordo di tutte le nazioni della Terra, cioè il totale aggregato di tutti i beni finiti e di tutti i prodotti a livello mondiale, ha sorpassato i 70.000 miliardi di dollari nel 2007, quando era di 18.600 miliardi nel 1970.
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