C’è una casa per tutti, ma non si vede

10 07 2008

“Mio nonno fava i matòni
Mio babbo fava i matòni
Faso i matòni anca me
Ma la casa mia, ndov’è?”

(F.Fellini, Amarcord)

Mentre migliaia di appartamenti nuovi, con prezzi assurdi, restano invenduti e palazzinari senza scrupoli continuano la loro opera inesorabile di devastazione del territorio, quante volte abbiamo sentito i nostri amministratori, illustrando i nuovi piani di espansione, annunciare: “mancano case popolari”?
In Olanda una Legge impedisce sul nascere questa pratica (tenere le case sfitte per farne aumentare il valore) rendendo legale l’occupazione di immobili se sono vuoti da almeno 12 mesi.

L’espansione di Grosseto Ovest (Villa Pizzetti). La gru come elemento preponderante anche del paesaggio maremmano. Leggi il seguito di questo post »





La Natura non ci aspetterà

19 03 2008

Sintesi da un articolo di Giulietto Chiesa su La Stampa, 18/3/2008 - leggi articolo

Tutto si muove a velocità pericolosa e la Commissione Europea non ha perso tempo: il 23 gennaio ha varato un pacchetto di proposte per la riduzione del 20% dei gas serra e dell’incremento del 20% dell’efficienza (entro il 2020) per il contenimento del cambiamento climatico del pianeta.

Il legislatore europeo è consapevole dell’urgenza e dei pericoli che ci attendono. Abbiamo solo 15 anni, all’incirca, prima che il riscaldamento climatico superi i 2 gradi: soglia massima sopportabile dall’economia mondiale e dalla normale prosecuzione della vita umana sul pianeta.

Intanto Pechino apre una nuova centrale elettrica a carbone ogni settimana in media e bruciare carbone è una delle fonti più altamente produttrici di CO2.

Il legislatore dovrebbe agire in base all’interesse comune e alla necessità imposta dai numeri. Ma gli interlocutori sociali rispondono in termini corporativi, difendendo i propri interessi. Che sono reali, ma non quadrano con le necessità oggettive. Gl’industriali dicono che non ce la fanno a riorganizzare i processi produttivi e che, anche se ci fosse il tempo, i costi sarebbero troppo alti e perderebbero in competitività rispetto a chi non farà nulla. Quindi, se si preme troppo, loro minacciano di andarsene là dove vanno fanno peggio di qua. I sindacati, quando parlano di questi temi, si preoccupano dei posti di lavoro. E i lavoratori non si delocalizzano.

La situazione si sta facendo insostenibile e i cambiamenti s’imporranno in modo drammatico, al di la della volontà di tutti: la Natura non ha bisogno di trattare con noi e non aspetterà le nostre decisioni.





Scarlino: arselle all’arsenico

15 02 2008

di Roberto Barocci - fonte: www.barocci.it

Come era stato previsto e come era prevedibile, si sono registrate nelle arselle, raccolte a pochi metri dalla spiaggia di Scarlino, concentrazioni di Arsenico tossiche per l’uomo. Erano già state documentate quantità di Arsenico superiore ai limiti di legge sia nelle falde idriche superficiali della piana retrostante la spiaggia, sia nelle sabbie dei canali che dalla piana retrostante arrivano in mare. Ancora una volta, il Comune di Scarlino e la Provincia di Grosseto, che già certificarono una inesistente anomalia “naturale”, sono chiamate a giustificare l’omessa delimitazione, messa in sicurezza e bonifica delle falde idriche inquinate dalle attività industriali realizzate nella piana di Scarlino.

Dal sito di Roberto Barocci si possino scaricare interessanti documenti

Nell’immagine sotto si vede l’area di Scarlino con sovrapposte le curve di iso-concentrazione di arsenico, calcolate sulla base del valore minimo del tenore di Arsenico in ogni punto.





Architetture sparite

12 10 2007

Addio, storica pensilina Shell
di Cesare Corsi - fonte: Il Tirreno 11/10/07

Alcuni giorni fa passando in via Aurelia Nord ho notato l’ultima impresa della quale siamo stati capaci a Grosseto. E’ sparita la pensilina della stazione di servizio Shell, il cantiere è aperto ed immagino che presto vedremo spuntare una nuova struttura uguale a migliaio di altre che si possono notare percorrendo le strade italiane. Siamo specialisti nella nostra città: abbiamo poco o niente di bello o almeno caratteristico e quel poco lo facciamo sparire, in nome di una malintesa modernità.

La pensilina era una delle due costruite a Grosseto per le stazioni di servizio della catena (se non ricordo male) Aquila negli anni 50. Non sono un esperto, non credo che fossero opere d’arte, ma erano caratteristiche di un periodo della nostra storia, quando Grosseto, per Bianciardi, era Kansas City. Quella posta all’inizio di Via Senese era sparita alcuni anni fa, ora è stato il turno della seconda. Mi rendo conto che la struttura non era più funzionale per il moderno commercio dei carburanti ma non penso che sarebbe stato impossibile mantenerla aggiungendo altri volumi. Credo anche che la struttura abbattuta sia stato un esempio non banale di costruzione in cemento armato e, comunque, era senza dubbio rappresentativa di un’epoca.

Il fatto si aggiunge ad altri che vorrei ricordare: lo stravolgimento dell’aspetto di Marina di Grosseto caratteristica cittadina di mare degli anni 50 oggi trasformata in una brutta copia di Rimini, la sparizione di alcuni negozi storici. Per citarne alcuni: la farmacia Severi, la drogheria Gorrieri il negozio di alimentari Nevoni la macelleria Marraccini.

Invito i nostri amministratori, quando ricevono richieste di permessi per ammodernamenti, a farsi un giretto nemmeno troppo lontano. Basta passeggiare per Siena, per Arazzo o per Pistola per accorgersi che le testimonianze delle epoche passate vengono conservate e restaurate. Se poi vorranno arrivare sino a Parigi potranno notare che il numero dei “gazebi” della Ville Lumiere è con ogni probabilità inferiore a quello di Grosseto.

Castiglione della Pescaia: Anche questo è edificio è stato da poco abbattuto.





L’irresponsabile erosione del paesaggio

22 08 2007

di Tonino Fornaro

Orbetello

La Regione Toscana ha approvato il PIT (Piani di Indirizzo Territoriale) e la provincia di GR da anni è munita del PTC (piano territoriale di coordinamento).

Questi strumenti dovrebbero coordinare gli interventi degli enti locali in materia urbanistica e presiedere alla salvaguardia del nostro territorio e del nostro paesaggio, che,per chi ancora non lo ha capito, rappresenta, non solo un patrimonio storico e naturale da proteggere , ma anche un motore fondamentale per lo sviluppo economico, sopratutto di quelle zone a forte vocazione agricola e turistica come la Maremma.

Però, se facciamo un giro tra i comuni della provincia grossetana, a partire dal capoluogo, dobbiamo osservare con amarezza che in questi ultimi anni è avvenuta una crescita di lottizzazioni; di case a schiera, sui poggi, tra gli uliveti e la macchia mediterranea; sono letteralmente nati veri e propri villaggi, come a “Terra Rossa” nel comune dell ’Argentario, dove sono sempre in corso vergognosi sbancamenti di un intero poggio per continuare a costruire brutte villette per privati in cerca di investimenti.Nel comune di Magliano (villaggio del Ventaglio); ville lussuose,residence e nuove abitazioni con caratteristiche che nulla hanno a che fare con le abitazioni di quanti operano in agricoltura e che mai saranno accessibili ai cittadini residenti. Ovviamente tutto in regola con gli strumenti urbanistici passati e presenti.

In questi mesi la preoccupazione più forte la sentono i cittadini del comune di Orbetello (GR) di fronte ad un nuovo e drammatico atto di violenza al paesaggio che si realizzerà con l’attuazione del Piano Strutturale e del Piano Integrato del quartiere di Neghelli, che sono stati approvati dal consiglio comunale, con il benestare della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto, anche se questa ha posto delle riserve però su aspetti secondari e formali. Questi due piani urbanistici prevedono la realizzazione di circa 70.000 m3 di cemento più le opere di urbanizzazione: parcheggi, rotonde,marciapiedi ecc tutto concentrato nella fascia dell’istmo tra Orbetello Scalo e Orbetello paese, lungo non più di 1500 metri e che separa la laguna di levante con quella di ponente.In questa area di riserva naturalistica, oggi vivono migliaia di fenicotteri rosa, aironi bianchi e cenerini, garzette, germani ecc ecc.

Ma tutto questo non basta. A poche centinaia metri di distanza c’è un’area industriale dismessa (ex sitoco) con circa 400.000 m3 di volumi esistenti e con una superficie di diversi ettari su cui già si paventano insediamenti residenziali per seconde case e, come al solito, accompagnati dalle demagogiche promesse come le sale per convegni, per esposizioni ecc. Che poi non vengono mai realizzate.”Ricordiamo agli amministratori di ogni livello e ai cittadini, che a Orbetello scalo è stata appena realizzata una lottizzazione di 40.000 m3 più altre costruzioni nelle immediate vicinanze. (Orbetello è un comune che negli ultimi venti anni è a crescita demografica zero)

Di fronte a questa irresponsabile erosione del nostro paesaggio ,che mina alla base le potenzialità dello sviluppo economico e occupazionale delle nuove generazioni, dobbiamo chiederci perché tutto questo è stato e viene permesso e in nome di quale logica.

Da anni si è diffusa la convinzione che costruire seconde e terze case nei luoghi più belli della maremma poteva creare sviluppo economico, occupazione e benessere e arricchire le casse dei comuni con le entrate dell’ICI. Nulla di più falso e di più sbagliato: i lavori hanno durata breve e la manodopera è quasi tutta di provenienza esterna e dura una stagione. Trattandosi di edilizia speculativa i prezzi sono lievitati a cifre inarrivabili per i cittadini residenti, su cui ricadono però i costi di urbanizzazione: acqua, strade, raccolta dei rifiuti, energia elettrica, polizia urbana ecc. Nonché il degrado sociale, visto che nei mesi invernali c’è solo il deserto. Inoltre, per i giovani che vogliono accedere alla prima casa di fronte a costi così elevati, non resta che un forte indebitamento con le banche, oppure rinunciare e rimanere in famiglia.

Ma il danno più grave si percepisce nei tempi lunghi, come già è avvenuto in altre zone italiane: una località che perde le sue bellezze naturali non è più appetibile per il turismo e rimane solo il degrado ambientale e la depressione economica e occupazionale.

Questa nefasta convinzione, che la costruzione di seconde case produca sviluppo, si è diffusa anche negli enti locali, dovuto spesso alla scarsa cultura di chi amministra e ad un indebolito ruolo dei consigli comunali, largamente svuotati delle loro prerogative democratiche. I cittadini, le organizzazioni sociali e del lavoro, i partiti politici, le associazioni ambientalistiche e le persone di cultura devono reagire a questa tendenza esiziale per il territorio, che abbiamo ereditato e che non abbiamo il diritto di distruggere solo per soddisfare gli interessi di pochi.





Follonica: 1620 posti auto sotto la città

21 04 2007

Follonica dal mare

Gli amministratori, con il conforto dei tecnici, elaborarono strategie anch’esse tese a limitare e a incentivare contestualmente la libertà e la «modernità» insita nell’auto individuale. All’inizio, alle soglie del mito, sacrificarono pezzi interi di città, allargando storiche strade. Per farlo si dovette aumentare la capacità insediativa delle case che le delimitavano. I risultati si rivelarono presto fallimentari. Si fece allora ricorso a regole coercitive: divieto di sosta, divieto di svolta, limite di velocità. Niente, neppure i semafori sincronizzati riuscirono a impedire congestione, rumore, smog. Si fecero nuove strade, tangenziali e assi attrezzati, strade sopraelevate e/o interreate. Si esaltò il machismo (insito nel possesso dell’auto) con «assi di penetrazione». La quantità di interventi, di piani e di regole diventò così consistente da far ritenere che qualunque possessore di auto fosse in grado di organizzare il traffico motorizzato, urbano ed extraurbano. Allora i sindaci, al pari di automobilisti e urbanisti, programmarono e in molti casi realizzarono parcheggi, anch’essi interrati o di superficie, per dare definitiva e «positiva» risposta al grande problema. Ancora niente. La crisi aumentava giorno dopo giorno.
Pier Luigi Cervellati, L’arte di curare la città, 2000

Il Tirreno, Sabato 21 Aprile 2007, (p. Follonica X) di F.N.
Nuovi parcheggi, progetti faraonici
Ben 24 milioni di euro per ricavare 1620 posti auto sotto la città

Novità e conferme. Tra le novità la più interessante è il nuovo piano parcheggi. Tra le conferme il completamento della piscina comunale, rimpianto di climatizzazione alla Fonderia Leopolda e il nuovo arredo di viale Italia.
Novità e conferme contenute nel Piano delle opere pubbliche 2007/2009 che sarà sottoposto al giudizio del consiglio comunale il 27 aprile. Il Piano presenta per il triennio una previsione di investimenti di circa 54 milioni e 715mila euro.
Tra gli interventi previsti il cosiddetto “Piano parcheggi” è sicuramente il più atteso. E prevede la realizzazione di 1620 posti auto tra parcheggi a rotazione e di pertinenza. Le zone dove sorgeranno i nuovi parcheggi sono piazza don Minzoni, via Francia, via Gelino, via Litoranea e piazza XXV aprile, in tutto, appunto, 1620, nuovi posti auto sia in superficie che sotterranei Circa la metà dei nuovi parcheggi sarà di “pertinenza” dei condomini del centro: la concessione dei singoli posti auto sarà venduta ai privati che hanno un’abitazione nel centro cittadino.
«In piazza XXV Aprile il progetto - si legge nel Piano -prevede la creazione di due livelli interrati per parcheggi. In superficie sarà realizzata una piazza, con arredo di qualità, destinata esclusivamente all’uso pedonale», in piazza don Minzoni si prevede invece la costruzione di due livelli interrati per circa 200 posti auto. In via Francia è prevista la realizzazione di un livello interrato per parcheggi pertinenziali e un livello a raso per parcheggi a rotazione, in tutto 320 posteggi, di cui 120 interrati.
Per via Litoranea è in arrivo, invece, un progetto più complesso. Qui si dovrà, infatti, “livellare” la depressione presente all’altezza del complesso “Pini mare”, creare un asse stradale sopraelevato “a quota stradale” e realizzare due piani interrati per 500 posti auto (di cui 350 destinati alle pertinenze). In via Golino il progetto prevede la creazione di un livello interrato e un livello a raso: in tutto 250 posti auto. Il piano parcheggi ha un costo “faraonico”: la spesa complessiva si aggira, infatti, intorno a 24 milioni di euro.