Collasso
15 02 2007Come le società scelgono di morire
di Jared Diamond
556 pagine, dim. 13,5 x 21 cm.
curatore: L. Civallieri
traduzione: F. Civallieri
Einaudi, 2005 - 2007
Cap. XIV - Perché i popoli fanno scelte sbagliate?
Una domanda inevitabile. Mancata previsione. Mancata percezione. Comportamenti razionali ma sbagliati. Valori disastrosi. Insuccessi dettati da comportamenti irrazionali. Soluzioni fallimentari. Segnali di speranza.
L’istruzione è un processo che coinvolge due attori che, si pensa, ricoprono ruoli differenti: l’insegnante che trasmette la conoscenza allo studente e lo studente che assorbe conoscenza dall’insegnante. In realtà, come sa ogni docente di ampie vedute, nel processo educativo anche gli studenti aiutano il loro insegnante a imparare qualcosa, sfidando le sue convinzioni e ponendogli domande cui non aveva mai pensato. E quello che ho riscoperto di recente, quando ho tenuto un corso incentrato su alcune parti di questo libro a un gruppo di giovani molto motivati, presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA). In effetti, il corso era un banco di prova per le tesi del libro, di cui avevo allora abbozzato e progettato soltanto alcuni capitoli, e al quale potevo ancora apportare molti cambiamenti.
La mia prima lezione, dopo un incontro introduttivo, riguardava la storia dell’isola di Pasqua, argomento del capitolo il di questo libro. Nella discussione che è seguita alla mia presentazione, la domanda apparentemente semplice che maggiormente tormentava i miei studenti era in realtà una questione complessa a cui fino a quel momento non avevo dato troppo peso: come era possibile che un popolo potesse prendere una decisione cosi palesemente folle come quella di abbattere tutti gli alberi da cui dipendeva la sua sopravvivenza? Uno studente si è chiesto cosa stesse pensando chi stava materialmente tagliando l’ultimo albero dell’isola. Per tutto il resto del corso la domanda è riemersa più volte, insieme con un’altra a essa strettamente collegata: quanto spesso un popolo ha inflitto danni all’ambiente intenzionalmente o, almeno, nella consapevolezza delle possibili conseguenze del suo operato? e quanto spesso, invece, lo ha fatto senza volerlo, o per ignoranza? I miei studenti si sono anche chiesti se gli uomini del XXII secolo (nel caso ci fosse ancora la specie umana tra cent’anni) resteranno sorpresi di fronte alla nostra cecità, proprio come oggi facciamo nei confronti dell’isola di Pasqua.
Commenti : Non ci sono Commenti »
Categorie : Antropologia, IN BIBLIOTECA


