Architettura e felicità

15 09 2006

di Alain de Botton
Botton Architettura e felicità
279 pagine, ricco di fotografie in bianco e nero, dim. 16 x 21 cm.
Guanda, 2006

Se riteniamo che la qualità dell’ambiente in cui viviamo sia fondamentale per il nostro benessere, non possiamo non interrogarci sul rapporto tra architettura e felicità. Ma da dove cominciare? Oggi, a differenza dei secoli passati, siamo consapevoli dell’impossibilità di individuare una misura del bello assoluta e riproponibile all’infinito, senza tener conto delle tradizioni locali e della sensibilità dei committenti. Se le ville palladiane rappresentano un ineguagliato modello di equilibrio architettonico, una recente villa costruita a Londra secondo gli stessi canoni suscita più sconcerto che ammirazione. E non erano affatto contenti i signori Savoye, per cui Le Corbusier progettò la famosa villa di Poissy: il capolavoro dell’architetto modernista si rivelò ben presto inabitabile. D’altro canto, invece, accostamenti inediti di forme, materiali e stili possono essere fonte di piacere e serenità. Attraverso una ricca casistica e insieme facendo ricorso alla verve del narratore, De Botton indaga, nella molteplicità delle sue sfaccettature, l’influenza del design sull’essere umano, design che suscita sensazioni e riflessioni, modifica l’umore, fornisce stimoli al miglioramento. Imparando a ritrovare in edifici e oggetti doti e qualità presenti anche nell’uomo avremo dunque l’occasione di conoscere meglio noi stessi. È questa, dopotutto, la fonte della vera felicità.





L’architettura nel nuovo millennio

17 05 2006

di Leonardo Benevolo
benevolo-arch-nuovo-1000
p. 486, con illustrazioni
Laterza, Roma - Bari 2006

Ascolta Rai Radio 3 Suite

Un panorama originale ed esauriente delle esperienze architettoniche emergenti nel mondo alle soglie del nuovo millennio. Il presente saggio, un vero e proprio trattato aperto alle riflessioni dei lettori, chiedendone la collaborazione, dimostra ancora una volta l’attualità del pensiero del più noto studioso italiano di storia dell’architettura e la sua capacità di farsi comprendere dal più vasto pubblico di lettori, specializzati e non. La ricerca concorre, insieme ai grandi testi, continuamente aggiornati dall’autore sulla Storia dell’architettura moderna e del Rinascimento, alla conoscenza piena e articolata di una complessa tematica dell’attività artistica, sempre in movimento e ricca di spunti nuovi. Uno dei contenuti più significativi della nuova architettura è quello di produrre idee che servano a integrare la realtà del paesaggio, in confronto all’enorme diffusione delle immagini virtuali, che, al contrario, genera pericolose apparenze. La difesa di un rapporto concreto con la realtà ambientale è uno dei compiti che deve attribuirsi il linguaggio architettonico.
La struttura del libro è centrata sul rapporto tra luogo e progetto. E’ il riconoscimento di un indirizzo portante della nuova fase mondiale tuttora fondata principalmente sulla tradizione europea. Benevolo riconosce la probabile conclusione di questo punto di arrivo, in quanto i nuovi architetti si riconoscono in un mondo globalizzato dalle frontiere culturali imprecise e difficili da definire.
Il volume si apre con l’esame dei modelli di urbanizzazione in cui operano gli architetti di oggi. Viene descritto anche un procedimento di urbanizzazione abusivo, cioè svincolato dalle formalità legali, ancora oggi ampiamente diffuso non solo nei territori in via di sviluppo. A questi paesi: America Latina, Europa dell’Est, paesi asiatici e orientali, è dedicato un proprio capitolo. Il cuore della ricerca riguarda i capitoli dedicati agli eredi della tradizione europea, agli innovatori e ai ricercatori del vecchio continente. L’architettura europea nell’ambito della pianificazione urbana e territoriale è esaminata nelle aree di maggiore insediamento in Germania e in Italia, e a Parigi e Londra, considerate i due più importanti contenitori delle trasformazioni architettoniche dell’Occidente. Ampio spazio e documentazione aggiornata e originale sono dedicati al Giappone e ai paesi che l’A. chiama “le patrie europee fuori dall’Europa”: gli Stati Uniti, gli Stati del Commonwealth, il Canada, l’Australia. Il capitolo sulle esperienze emergenti nel mondo conclude il volume. Sono idee nate e sviluppate nei primi quattro anni del 2000, colte in località diverse e lontane, prodotte da giovani artisti, che aiutano a vedere il prossimo futuro dell’architettura. Come per tutti i libri di Leonardo Benevolo, la lettura è appassionante e di grande interesse. Il testo è il prodotto di una mente straordinariamente giovane e aperta. (Pier Giorgio Badaloni)