Il punto del caos

2 02 2007

di Ervin Laszlo

Urrà Edizioni, febbraio 2007, p. 157

Dice un proverbio cinese: Se non cambiamo direzione, con tutta probabilità arriveremo dove siamo diretti. Applicato all’umanità oggi, l’esito sarebbe disastroso.
Senza cambiamenti di direzione, andiamo verso un mondo dove crescono pressione demografica e povertà, conflitti sociali e politici, guerre, cambiamenti climatici, penuria di alimenti, acqua ed energia; in cui peggiorano inquinamento industriale, urbano, agricolo; accelera la riduzione della biodiversità; l’ossigeno atmosferico diminuisce e lo strato di ozono si distrugge sempre più.

E’ solo un piccolo campionario dei problemi che stiamo ignorando o sottovalutando. Abbiamo ancora una finestra decisionale aperta ma non può durare a lungo. Restano pochi anni, fino al 2012 secondo molti calcoli, per cambiare qualcosa e scongiurare il peggio.





Architettura e felicità

15 09 2006

di Alain de Botton
Botton Architettura e felicità
279 pagine, ricco di fotografie in bianco e nero, dim. 16 x 21 cm.
Guanda, 2006

Se riteniamo che la qualità dell’ambiente in cui viviamo sia fondamentale per il nostro benessere, non possiamo non interrogarci sul rapporto tra architettura e felicità. Ma da dove cominciare? Oggi, a differenza dei secoli passati, siamo consapevoli dell’impossibilità di individuare una misura del bello assoluta e riproponibile all’infinito, senza tener conto delle tradizioni locali e della sensibilità dei committenti. Se le ville palladiane rappresentano un ineguagliato modello di equilibrio architettonico, una recente villa costruita a Londra secondo gli stessi canoni suscita più sconcerto che ammirazione. E non erano affatto contenti i signori Savoye, per cui Le Corbusier progettò la famosa villa di Poissy: il capolavoro dell’architetto modernista si rivelò ben presto inabitabile. D’altro canto, invece, accostamenti inediti di forme, materiali e stili possono essere fonte di piacere e serenità. Attraverso una ricca casistica e insieme facendo ricorso alla verve del narratore, De Botton indaga, nella molteplicità delle sue sfaccettature, l’influenza del design sull’essere umano, design che suscita sensazioni e riflessioni, modifica l’umore, fornisce stimoli al miglioramento. Imparando a ritrovare in edifici e oggetti doti e qualità presenti anche nell’uomo avremo dunque l’occasione di conoscere meglio noi stessi. È questa, dopotutto, la fonte della vera felicità.





La Città

15 05 2006

di Massimo Cacciari
Cacciari - La Città
Filosofia, 85 pagine, no immagini, dim. 12 x 17 cm.
Pazzini Editore, 2006

Presentazione a cura di Armido Rizzi

L’origine di questo libretto è un seminario svoltasi presso il Centro Sant’Apollinare di Fiesole. La registrazione delle relazioni di Massimo Cacciari è stata trascritta e sistemata, con un lungo e accurato lavoro, da Tonino Nasuto, e poi ancora rivista dal responsabile del Centro. Malgrado il testo conservi volutamente un certo stile ‘parlato’, si presenta non scevro di difficoltà, dovute alla complessità del tema, che a volte sembra rasentare la contraddizione. Si tenga perciò presente quanto il relatore diceva all’inizio della sua esposizione:
“Fin dalle sue origini, la città è ‘investita’ da una duplice corrente di ‘desideri’: desideriamo la città come ‘grembo’, come ‘madre’, e insieme come ‘macchina’, come ’strumento’; la vogliamo ‘éthos’ nel senso originario di dimora e soggiorno, e insieme mezzo complesso di funzioni; le chiediamo sicurezza e ‘pace’ e insieme pretendiamo da essa estrema efficienza, efficacia, mobilità. La città è sottoposta a contraddittorie domande. Voler superare tale contraddittorietà è cattiva utopia. Occorre invece darle forma. La città nella sua storia è il perenne esperimento per dar forma alla contraddizione, al conflitto”.





Ecologia buddhista

30 05 2000

di Martine Batchelor, Kerry Brown
Ecologia Buddista
167 pagine, dim. 13 x 20 cm.
Neri Pozza Tascabili, 2000

Sua Santità il Dalai Lama, il venerabile Ajahn Pongsak, il monaco che vive nelle foreste della Tailandia settentrionale e che ha fondato un’associazione di «monaci verdi», Thich Nhat Hanh, Stephen Batchelor e numerosi altri studiosi e maestri si soffermano in questo libro sul rapporto tra ecologia e buddhismo. Il libro è suddiviso in tré sezioni: la prospettiva ambientale che si ricava dalle scritture buddhiste, il contributo che questi insegnamenti hanno dato alla formazione di uno stile di vita ecologico, l’atteggiamento dei buddhisti di fronte alla crisi ambientale mondiale. Tuttavia, può anche essere letto come un’unica appassionata narrazione dell’armonia che governa il mondo, della connessione che abbraccia tutte le cose, dell’interezza» della vita illuminata, in cui distinzioni e separazioni, come quelle «tra lavoro e festa, spiritualità umana e cura dell’ambiente naturale», scompaiono quale «acqua che scorre». Opera che mostra come al centro del buddhismo non vi sia uno «stato mistico in cui si dispiegano visioni di beatitudini ultraterrene, ma una serie di risposte alla domanda: come debbo vivere in questo mondo?», Ecologia buddhista rappresenta un contributo unico alla battaglia ecologista: il soccorso di un’antica religione alla più attuale delle lotte.

«Un quadro completo delle prospettive ecologiche insite nelle sacre scritture delle correnti fìlosofìche che risalgono alla parola del Buddha.» Il Sole 24ore

«Un libro che ci illustra come gli insegnamenti buddhisti classici possano tradursi in uno stile di vita ecologico.» New York Times

Martine Batchelor, francese, ha trascorso dieci anni come monaca buddhista in un monastero Zen in Corea. Ha tradotto The Path of Compassion; The Bodhi-sattva Precepts e ha scritto numerosi libri, tra i quali Meditation for life, Way of Zen, Principles of Zen.
Kerry Brown, neozelandese, consulente di religioni del WWF, dirige l’International Sacred Literature Trust. Ha curato la pubblicazione di numerosi libri sulle grandi religioni. Vive in Inghilterra.