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	<title>Commenti per La Sentinella della Maremma</title>
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	<description>Uno sguardo vigile sulla Maremma... e non solo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Nov 2009 10:48:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Il Bioetanolo stà &#8220;infettando&#8221; la produzione mais USA di Oliviero</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2008/01/08/il-bioetanolo-sta-infettando-la-produzione-mais-usa/#comment-157</link>
		<dc:creator>Oliviero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:48:49 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che il vero problema sia l&#039;egoismo dell&#039;essere umano . Come evolvera&#039; il pianeta con i danni che abbiamo fatto non interessa a nessuno.Pensate alla storia; l&#039;impero romano, chi avrebbe mai immaginato allora cosa sarebbe successo,l&#039;impero di hitler ha durato pochissimo,oggi c&#039;è l&#039;impero del consumismo e stà finendo lasciando  una scia di miseria.Le soluzioni ci sono ma non sono remunerative ed è per questo che L&#039; Italia è sempre un passo indietro.
Anticipare i problemi costa ,finchè i nostri amministratori  (rossi verdi bianchi)pensano alle loro tasche non ne usciremo.Quindi (la storia ci insegna)aspettiamo di toccare il fondo poi ci rialzeremo con molti danni ma ci rialzeremo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il vero problema sia l&#8217;egoismo dell&#8217;essere umano . Come evolvera&#8217; il pianeta con i danni che abbiamo fatto non interessa a nessuno.Pensate alla storia; l&#8217;impero romano, chi avrebbe mai immaginato allora cosa sarebbe successo,l&#8217;impero di hitler ha durato pochissimo,oggi c&#8217;è l&#8217;impero del consumismo e stà finendo lasciando  una scia di miseria.Le soluzioni ci sono ma non sono remunerative ed è per questo che L&#8217; Italia è sempre un passo indietro.<br />
Anticipare i problemi costa ,finchè i nostri amministratori  (rossi verdi bianchi)pensano alle loro tasche non ne usciremo.Quindi (la storia ci insegna)aspettiamo di toccare il fondo poi ci rialzeremo con molti danni ma ci rialzeremo</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La scelta di Tirli di paolo</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-155</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 12:40:52 +0000</pubDate>
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		<description>credo che chi parla di sottrarre territorio all&#039;agricoltura conosca veramente poco la realtà agricola delle nostre zone e quindi non è in grado di comprendere come i 15 ha di territorio occupato dal fv possano rivitalizzarne 300 ha che altrimenti sarebbero,  come lo sono oggi, abbandonati. L&#039;agricoltura non ha più le capacità economiche di recuperarsi se non con strumenti esterni c. Ta l&#039;altro è questo il fine della legge che assimila la produzione fv su terreno agricolo ad attività agricola e dovreste aver presente le limitazioni ed i rapporti tra superficie fv e quella agricola. Insomma credo che siate scivolati in un luogo comune senza preoccuparvi di capire cosa sta succedendo veramente a Tirli. Mi dispiace sopratutto per voi che credo abbiate perso un&#039;occasione per capire che i fatti, sopratutto quando si pubblicano, vanno controllati e verificati, si rischia nella migliore delle ipotesi di fare brutte figure.
saluti
Paolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che chi parla di sottrarre territorio all&#8217;agricoltura conosca veramente poco la realtà agricola delle nostre zone e quindi non è in grado di comprendere come i 15 ha di territorio occupato dal fv possano rivitalizzarne 300 ha che altrimenti sarebbero,  come lo sono oggi, abbandonati. L&#8217;agricoltura non ha più le capacità economiche di recuperarsi se non con strumenti esterni c. Ta l&#8217;altro è questo il fine della legge che assimila la produzione fv su terreno agricolo ad attività agricola e dovreste aver presente le limitazioni ed i rapporti tra superficie fv e quella agricola. Insomma credo che siate scivolati in un luogo comune senza preoccuparvi di capire cosa sta succedendo veramente a Tirli. Mi dispiace sopratutto per voi che credo abbiate perso un&#8217;occasione per capire che i fatti, sopratutto quando si pubblicano, vanno controllati e verificati, si rischia nella migliore delle ipotesi di fare brutte figure.<br />
saluti<br />
Paolo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Impianti fotovoltaici a terra: eccellenza o pirateria? di maus65</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2008/07/16/artificializzazione-del-territorio-con-impianti-fotovoltaici-impianto-deccellenza-o-pirateria/#comment-154</link>
		<dc:creator>maus65</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:49:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/?p=474#comment-154</guid>
		<description>no! 
è il fallimento del mondo agricolo non più riconosciuto . Dove gli agricoltori  non hanno più rendita dai prodotti coltivati per sostenersi e per questo  si è costretti a trovare alternative , come affittare terreno per fare FV</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no!<br />
è il fallimento del mondo agricolo non più riconosciuto . Dove gli agricoltori  non hanno più rendita dai prodotti coltivati per sostenersi e per questo  si è costretti a trovare alternative , come affittare terreno per fare FV</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Referendum sull&#8217;Autostrada Tirrenica di Silvano</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/01/26/referendum-sullautostrada-tirrenica/#comment-153</link>
		<dc:creator>Silvano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 11:24:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/?p=754#comment-153</guid>
		<description>Questa autostrada servirà solo a distribuire tangenti e a devastare il paesaggio.
-Avrà pedaggi carissimi (come ha già adesso il tratto livorno-rosignano)
-I costi di costruzione non verranno mai coperti dai pedaggi
-Non incrementerà l&#039;economia locale ma sarà causa di danni economici ad aziende agricole ed agriturismi
-Favorirà l&#039;ulteriore cementificazione della costa rendendo il territorio piu&#039; appetibile ai cementificatori.
La maremma è forse l&#039;unico territorio italiano ancora integro,non è dei politici, non hanno il diritto di prenderselo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa autostrada servirà solo a distribuire tangenti e a devastare il paesaggio.<br />
-Avrà pedaggi carissimi (come ha già adesso il tratto livorno-rosignano)<br />
-I costi di costruzione non verranno mai coperti dai pedaggi<br />
-Non incrementerà l&#8217;economia locale ma sarà causa di danni economici ad aziende agricole ed agriturismi<br />
-Favorirà l&#8217;ulteriore cementificazione della costa rendendo il territorio piu&#8217; appetibile ai cementificatori.<br />
La maremma è forse l&#8217;unico territorio italiano ancora integro,non è dei politici, non hanno il diritto di prenderselo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Italia in svendita: Valle Bruna di Roberto Spadi</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/07/27/italia-in-svendita-valle-bruna/#comment-126</link>
		<dc:creator>Roberto Spadi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 17:33:08 +0000</pubDate>
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		<description>Perchè &#039;un ci può stà un campo nomadi sotto un cavalcavia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè &#8216;un ci può stà un campo nomadi sotto un cavalcavia?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La scelta di Tirli di zio</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-119</link>
		<dc:creator>zio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 01:18:03 +0000</pubDate>
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		<description>Scusi ma oggi &quot;Opificio&quot; è un sinonimo di fabbrica, ma veniva anticamente usato per le fabbriche che lavoravano le pietre (es: Opificerie Marmoree) o per indicare un attività in cui vengono coinvolti più persone (es:L&#039;Opificio di Letteratura Potenziale) in ambito di un lavoro d&#039;intelletto o religioso . Dunque anche se esistesse una legge, questa sarebbe in contraddizione con la lingua Italiana. In realtà diventa Centrale Elettrica o dirsi voglia Centrale di Produzione Elettrica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusi ma oggi &#8220;Opificio&#8221; è un sinonimo di fabbrica, ma veniva anticamente usato per le fabbriche che lavoravano le pietre (es: Opificerie Marmoree) o per indicare un attività in cui vengono coinvolti più persone (es:L&#8217;Opificio di Letteratura Potenziale) in ambito di un lavoro d&#8217;intelletto o religioso . Dunque anche se esistesse una legge, questa sarebbe in contraddizione con la lingua Italiana. In realtà diventa Centrale Elettrica o dirsi voglia Centrale di Produzione Elettrica.</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su La scelta di Tirli di Patrick Marini</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-118</link>
		<dc:creator>Patrick Marini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 10:23:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/?p=1139#comment-118</guid>
		<description>Sig. Zio,
nessuno vieta di installare impianti FV in aree compromesse come cave, discariche etc.
Comunque , La costruzione di un impianto FV sul terreno agricolo cambia la sua destinazione d&#039;uso da agricolo ad opificio.
Se possiamo produrre reddito non commestibile e che altera la qualità del suolo su terreni fertili allora sentiamoci liberi di insediarvi centri commerciali,  capannoni industriali e quant&#039;altro.... certo potrebbe anche darsi che fra qualche anno impareremo ad alimentarci con elettroni... e guarderemo con disprezzo le peperonate fumanti. 
Faccio molta fatica a capire questa  impellenza di seminare silicio se non in un ottica di imprenditore che manovra grosse quantità di denaro e dell`amministratore che chi sa come mai ne viene attratto.   Piccoli impianti sparsi su tetti di fienili, capannoni agricoli o parcheggi assolati non fanno certo gola ...  Mah.... un po` di onesta` intellettuale non guasterebbe....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Zio,<br />
nessuno vieta di installare impianti FV in aree compromesse come cave, discariche etc.<br />
Comunque , La costruzione di un impianto FV sul terreno agricolo cambia la sua destinazione d&#8217;uso da agricolo ad opificio.<br />
Se possiamo produrre reddito non commestibile e che altera la qualità del suolo su terreni fertili allora sentiamoci liberi di insediarvi centri commerciali,  capannoni industriali e quant&#8217;altro&#8230;. certo potrebbe anche darsi che fra qualche anno impareremo ad alimentarci con elettroni&#8230; e guarderemo con disprezzo le peperonate fumanti.<br />
Faccio molta fatica a capire questa  impellenza di seminare silicio se non in un ottica di imprenditore che manovra grosse quantità di denaro e dell`amministratore che chi sa come mai ne viene attratto.   Piccoli impianti sparsi su tetti di fienili, capannoni agricoli o parcheggi assolati non fanno certo gola &#8230;  Mah&#8230;. un po` di onesta` intellettuale non guasterebbe&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La scelta di Tirli di zio</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-117</link>
		<dc:creator>zio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 03:21:46 +0000</pubDate>
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		<description>@Marco Giovannoni

Dimentichi che esistono tetti che non possono sostenere il peso dei pannelli FV, specie quelli agricoli per vecchiaia o proprio per struttura in quanto movibili o semi-rigidi o trasparenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco Giovannoni</p>
<p>Dimentichi che esistono tetti che non possono sostenere il peso dei pannelli FV, specie quelli agricoli per vecchiaia o proprio per struttura in quanto movibili o semi-rigidi o trasparenti.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La scelta di Tirli di Marco Giovannoni</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-108</link>
		<dc:creator>Marco Giovannoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 14:44:28 +0000</pubDate>
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		<description>E’ un po’ un peccato che si parli di contraddizione fra impianti FV ed agricoltura. Mi pare un esempio di falso tema di discussione che finisce per nuocere al FV. 

Sono due le linee di riflessione che vi propongo.

1)	E’ veramente significativo l’apporto del FV sui tetti? Io credo di no: le difficoltà del FV sul tetto, oltre quelle riportate già nel post, sono molte:
a.	Maggiori costi di installazione e manutenzione.
b.	Difficoltà per la manutenzione del tetto.
c.	L’edificio può essere distrutto o completamente rimaneggiato prima che la vita utile dei pannelli sia terminata.  In particolare è da temere che buona parte dell’edilizia pubblica italiana degli ultimi 40 anni sia di pessima qualità. E’ probabile/auspicabile che molti edifici andranno distrutti o profondamente rifatti. I pannelli sul tetto potrebbero dover essere smontati e rimontati con grosso allontanamento del break point. 
d.	Gli edifici hanno spesso più proprietari (almeno quelli residenziali) e l’istallazione del FV è fonte di nuove, strazianti dispute condominiali, che riducono grandemente il numero degli edifici che possono accogliere i pannelli (questo punto è autobiografico!). 
e.	Gli edifici industriali sono spesso soggetti a repentine vendite fra gruppi economici. Non sempre la presenza dei pannelli sul tetto può essere vista come un vantaggio per chi compra e rimunerare il vecchio proprietario che ha fatto l’investimento.    
Insomma, la produzione di energia con il FV è un’attività economica ed industriale vera e propria e confinarla ad appendice applicata a posteriori ad altre attività industriali, abitative o sociali pare molto riduttivo. Quasi un ridurla ad iniziativa marginale.  

Va invece appoggiata in tutti i modi la progettazione di nuovi edifici con il FV incorporato. In questo caso non sarebbe un’aggiunta, ma una vera e propria componente perfettamente integrata nell’edificio, pensato, anche, per la produzione energetica.
 
2)	La produzione FV è in competizione con l’agricoltura? No, per i seguenti motivi:
a.	Da un punto di vista puramente concettuale i campi producono energia sia sotto forma di elettricità che sottoforma di cibo. Che si usi energia elettrica per fare andare uno scooter elettrico o grano, trasformato in pane, mangiato per compiere la stessa distanza a piedi, la sostanza è la stessa. Non esiste energia buona o cattiva (se ben usata).  
b.	Chi scrive e parla pubblicamente su questi ed altri temi è, per antico e tragico costume culturale, cittadino e consumatore di cibo. Ha quindi l’inconscio riflesso di volere il cibo ai prezzi più bassi possibile. Invece, normalmente, tacciono i produttori di cibo che sarebbero, per contro, ben felici di tirar fuori dal loro campo un po’ di reddito in più. Fornire loro un’alternativa produttiva pulita ed accessibile (il caso di Tirli ne sembra essere un esempio) è una vera e propria benedizione. Ed il lavoro resta. Infatti quell’agricoltore potrà facilmente impiegare il proprio lavoro nella manutenzione del campo FV.    
c.	L’argomentazione dell’aumento della popolazione e della supposta insufficienza di terra per tutte quelle bocche è errato. Oppure è errato se non a lunghissimo termine. Non manca la terra, abbonda. Non manca il cibo, potrebbe abbondare. Sono insoddisfacenti i meccanismi di mercato o le regolazioni di mercato. L’Africa e l’America latina hanno potenzialità di produzione agricola stupefacenti, seppure sconosciute al grande pubblico. Sono le leggi del mercato capitalista che fanno sì che vi siano da una parte produttori senza soldi perché non riescono a vendere il loro prodotto e dall’altra cittadini affamati che non riescono a comprare cibo. E lo scandalo maggiore sono proprio i contributi pubblici europei ed americani alle proprie agricolture che tengono fittiziamente dentro al mercato i propri produttori e tragicamente fuori da questo i contadini del sud.
Non sapete forse che molti dei campi italiani (fra questi forse anche quelli del progetto di Tirli) sono coltivati solo per prendere i contributi comunitari e che a volte non si fa nemmeno il raccolto? Non immaginate che tali contributi sono in riduzione e finiranno fatalmente per ridursi fin forse a scomparire e che i campi incolti, anche in terra di buona qualità, stanno aumentando? Perché i nordafricani devono venire a fare i raccoglitori-schiavi di pomodori invece di venderci i loro pomodori fatti nei loro campi? 
Mi son lasciato trasportare, ma il succo è il seguente: la terra persa per il FV nel nord può essere ricuperata all’agricoltura nel sud con mutuo e democratico vantaggio. Oppure si lascerà fare il grande FV nel sud dalle grandi compagnie e quelli che coltivavano quelle terre finiranno come i nigeriani del Delta.
d.	Più tecnicamente, il suolo sotto il FV può essere inerbito. Si eviterà l’erosione ben più che con l’agricoltura attuale e a fine ciclo dell’impianto avremo un eccellente suolo fresco, profondo e riposato. Resta evidentemente il problema dello zoccolo, ma ci sarà ben il modo di risolverlo con dei materiali di più facile estirpazione che il vecchio cubo di cemento. 
Restano ovviamente da scegliere prioritariamente i terreni morti ed i terreni collinari. Anche se questi ultimi, quasi ovunque, si stanno rimboschendo e, zitti, zitti, si stanno mangiando quantità industriali di CO2. 

  
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un po’ un peccato che si parli di contraddizione fra impianti FV ed agricoltura. Mi pare un esempio di falso tema di discussione che finisce per nuocere al FV. </p>
<p>Sono due le linee di riflessione che vi propongo.</p>
<p>1)	E’ veramente significativo l’apporto del FV sui tetti? Io credo di no: le difficoltà del FV sul tetto, oltre quelle riportate già nel post, sono molte:<br />
a.	Maggiori costi di installazione e manutenzione.<br />
b.	Difficoltà per la manutenzione del tetto.<br />
c.	L’edificio può essere distrutto o completamente rimaneggiato prima che la vita utile dei pannelli sia terminata.  In particolare è da temere che buona parte dell’edilizia pubblica italiana degli ultimi 40 anni sia di pessima qualità. E’ probabile/auspicabile che molti edifici andranno distrutti o profondamente rifatti. I pannelli sul tetto potrebbero dover essere smontati e rimontati con grosso allontanamento del break point.<br />
d.	Gli edifici hanno spesso più proprietari (almeno quelli residenziali) e l’istallazione del FV è fonte di nuove, strazianti dispute condominiali, che riducono grandemente il numero degli edifici che possono accogliere i pannelli (questo punto è autobiografico!).<br />
e.	Gli edifici industriali sono spesso soggetti a repentine vendite fra gruppi economici. Non sempre la presenza dei pannelli sul tetto può essere vista come un vantaggio per chi compra e rimunerare il vecchio proprietario che ha fatto l’investimento.<br />
Insomma, la produzione di energia con il FV è un’attività economica ed industriale vera e propria e confinarla ad appendice applicata a posteriori ad altre attività industriali, abitative o sociali pare molto riduttivo. Quasi un ridurla ad iniziativa marginale.  </p>
<p>Va invece appoggiata in tutti i modi la progettazione di nuovi edifici con il FV incorporato. In questo caso non sarebbe un’aggiunta, ma una vera e propria componente perfettamente integrata nell’edificio, pensato, anche, per la produzione energetica.</p>
<p>2)	La produzione FV è in competizione con l’agricoltura? No, per i seguenti motivi:<br />
a.	Da un punto di vista puramente concettuale i campi producono energia sia sotto forma di elettricità che sottoforma di cibo. Che si usi energia elettrica per fare andare uno scooter elettrico o grano, trasformato in pane, mangiato per compiere la stessa distanza a piedi, la sostanza è la stessa. Non esiste energia buona o cattiva (se ben usata).<br />
b.	Chi scrive e parla pubblicamente su questi ed altri temi è, per antico e tragico costume culturale, cittadino e consumatore di cibo. Ha quindi l’inconscio riflesso di volere il cibo ai prezzi più bassi possibile. Invece, normalmente, tacciono i produttori di cibo che sarebbero, per contro, ben felici di tirar fuori dal loro campo un po’ di reddito in più. Fornire loro un’alternativa produttiva pulita ed accessibile (il caso di Tirli ne sembra essere un esempio) è una vera e propria benedizione. Ed il lavoro resta. Infatti quell’agricoltore potrà facilmente impiegare il proprio lavoro nella manutenzione del campo FV.<br />
c.	L’argomentazione dell’aumento della popolazione e della supposta insufficienza di terra per tutte quelle bocche è errato. Oppure è errato se non a lunghissimo termine. Non manca la terra, abbonda. Non manca il cibo, potrebbe abbondare. Sono insoddisfacenti i meccanismi di mercato o le regolazioni di mercato. L’Africa e l’America latina hanno potenzialità di produzione agricola stupefacenti, seppure sconosciute al grande pubblico. Sono le leggi del mercato capitalista che fanno sì che vi siano da una parte produttori senza soldi perché non riescono a vendere il loro prodotto e dall’altra cittadini affamati che non riescono a comprare cibo. E lo scandalo maggiore sono proprio i contributi pubblici europei ed americani alle proprie agricolture che tengono fittiziamente dentro al mercato i propri produttori e tragicamente fuori da questo i contadini del sud.<br />
Non sapete forse che molti dei campi italiani (fra questi forse anche quelli del progetto di Tirli) sono coltivati solo per prendere i contributi comunitari e che a volte non si fa nemmeno il raccolto? Non immaginate che tali contributi sono in riduzione e finiranno fatalmente per ridursi fin forse a scomparire e che i campi incolti, anche in terra di buona qualità, stanno aumentando? Perché i nordafricani devono venire a fare i raccoglitori-schiavi di pomodori invece di venderci i loro pomodori fatti nei loro campi?<br />
Mi son lasciato trasportare, ma il succo è il seguente: la terra persa per il FV nel nord può essere ricuperata all’agricoltura nel sud con mutuo e democratico vantaggio. Oppure si lascerà fare il grande FV nel sud dalle grandi compagnie e quelli che coltivavano quelle terre finiranno come i nigeriani del Delta.<br />
d.	Più tecnicamente, il suolo sotto il FV può essere inerbito. Si eviterà l’erosione ben più che con l’agricoltura attuale e a fine ciclo dell’impianto avremo un eccellente suolo fresco, profondo e riposato. Resta evidentemente il problema dello zoccolo, ma ci sarà ben il modo di risolverlo con dei materiali di più facile estirpazione che il vecchio cubo di cemento.<br />
Restano ovviamente da scegliere prioritariamente i terreni morti ed i terreni collinari. Anche se questi ultimi, quasi ovunque, si stanno rimboschendo e, zitti, zitti, si stanno mangiando quantità industriali di CO2. </p>
<p>Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La scelta di Tirli di alex</title>
		<link>http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2009/06/13/la-scelta-di-tirli/#comment-107</link>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 13:49:15 +0000</pubDate>
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		<description>e vai forse un accenno ad una rivoluzione in quanto tale doveva esistere già da per lo meno vent anni!comunque,se non avete già dato sordi in mano gente senza competenza sull eolico, consultate codesto sito all avanguardia nel settore al mondo!!!!!.proprio i nostri cugini tirolesi di bolzano ci insegnano.turbine asse verticali/ropatec.e meditate gente,meditate........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e vai forse un accenno ad una rivoluzione in quanto tale doveva esistere già da per lo meno vent anni!comunque,se non avete già dato sordi in mano gente senza competenza sull eolico, consultate codesto sito all avanguardia nel settore al mondo!!!!!.proprio i nostri cugini tirolesi di bolzano ci insegnano.turbine asse verticali/ropatec.e meditate gente,meditate&#8230;&#8230;..</p>
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